Petroio

Stampa
 
San GiorgioLa chiesa di san Giorgio

La prima chiesa  che si trova entrando in Petroio è la Chiesa di S.Giorgio,la più antica del borgo. Essa sorge su uno strapiombo dal quale si gode un panorama splendido con Pienza e la Rocca di Radicofani. La chiesa ha una facciata romanica rifatta posteriormente nella parte superiore con il bel campanile a vela settecentesco. Nell'interno, composto da aula rettangolare con soffitto a volta, figurano sopra l'altare una tela settecentesca di scuola senese con la Pietà fra i Santi Bartolomeo e Maddalena e una immagine di Santo in tela di forma ovale, che la tradizione identifica in San Giuseppe. Sotto l'altare un'urna contenente le reliquie di un non meglio identificato San Emiliano; forse Vescovo di Nantes vissuto nel XVI secolo. In questa Chiesa era custodita la tavola mutila di Taddeo di Bartolo attualmente nella Parrocchiale. Da san Giorgio fu portato nel 1906 alla Pinacoteca di Siena  un pregevole dipinto a tempera su tavola del Maestro di Badia a Isola, allievo di Duccio.

 
 
Chiesa Parrocchiale Santi Pietro e Paolo
parrocchiale Petroio
La Chiesa è caratterizzata all'esterno da stili sovrapposti  che conferiscono all'insieme un aspetto solenne, con un basso campanile quadrato. L'ultima sistemazione risale al secolo scorso, mentre all'interno è stata recentemente molto bene ristrutturata conservando la nota distintiva di ambiente tardo-barocco di maestoso aspetto. La nuda facciata  termina in un ampio portale, privo di elementi decorativi, sormontato da oculo. Riunisce al suo interno le opere di maggior pregio artistico del paese, grazie alla previdente lungimiranza dell'attuale parroco Don Sergio Graziani, cosicchè oggi assume l'apetto di una interessante raccolta di arte sacra.
Fra le opere d'arte contenute nella Chiesa va ricordata la tavola mutila di Taddeo di Bartolo (1362-1422), taddeouno dei più importanti esponenti della pittura senese della fine del trecento. La tavola, proveniente dalla chiesa di San Giorgio, era in origine molto più grande, a noi è giunta solo la lunetta ( la parte superiore) poichè la rimanente parte sembra sia stata adoperata per costruire un carretto! La Madonna, dolce e solenne al contempo, sorregge il Bambino che stringe nella mano un uccellino.interno parrocchiale
Citiamo inoltre la bella tela di Domenico Manetti (Siena 1609 - 1663) raffigurante l'Ascensione di Cristo tra santi.
Nella parete dell'abside  troviamo i pannelli degli affreschi staccati dalla cappella di sant'Andrea, attribuiti a Andrea di Niccolò ( notizie 1440 - 1514): il grande crocefisso al centro è attorniato da santi; sulla destra la Madonna allatta il Bambino e a sinistra il martirio di san Sebastiano. In basso, al centro, l'"Ecce homo".
Accenniamo ancora alla singolare tela dell'Ultima cena (scuola fiorentina sec. XVII) posta nella parte destra del presbiterio. La scena è senza sfondo, è ben visibile lo sconcerti nei volti degli apostoli, con giuda in primo piano che regge la borsa dei trenta denari, e infine la mensa ha forma circolare-ogivale.
Infine uno sguardo alla tela di Ventura Salimbeni (Siena 1567-1613) raffigurante la Madonna del Carmine con santi.
museo
 
 

Il Palazzo Pretorio
L'antico Palazzo Pretorio, di fronte alla parrocchiale, in Via Valgelata ospita il Museo delle Terrecotte, vanto e amore di questa terra. La facciata, integra, è abbellita da arcate tamponate; risalente alla metà del tredicesimo secolo, era probabilmente la sede del governo Pretorio della Petroio medioevale.
Il Museo fa parte del sistema dei musei etnografici senesi. Le sue sale raccolgono antichi reperti di manufatti in terracotta e la documentazione dei metodi tradizionali di lavorazione. Nel percorso museale si possono notare i passaggi dal passato all'oggi, come nel caso delle destinazioni delle conche, un tempo usate per il bucato ed oggi splendidi vasi dimora dei limoni, o gli orci invetriati che contenevano il nostro prezioso olio, oggi frequentemente elementi di arredo dei giardini. La visita alla tradizione delle terrecotte non si esaurisce all'interno del Museo, ma può essere integrata da una passeggiata nelle strade del borgo, dove si trova un fiorire di oggetti, stemmi, edicole, elementi decorativi delle terrazze, e così via tutto in terracotta.

ORARIO ESTIVO: dal 1 aprile 2012
Giovedì e Venerdì 16.00-19.00
Sabato e Domenica 10.30-13.00 / 16.00-19.00

 Apertura su richiesta per gruppi e scolaresche con prenotazione ai numeri: 
340 2478220 o 334 6694871

 



La Madonna della Rosa
Madonna della RosaSubito fuori dal paese, solitaria in un dolce pianoro, si trova la cappella della Madonna della Rosa. La dedica ricorda il casuale ritrovamento dell'immagine miracolosa della Madonna della Rosa, da parte di una bambina nata a Castelmuzio nel 1648, Apollonia Generali, fattasi poi suora oblata di san Domenico con il nome di Rosa Maria Generali. Qui soleva recarsi ogni giorno in preghiera con una rosa fiorita. Qui maturò la sua conversione che la portò nel convento domenicano del Paradiso in Siena del quale esiste ancora la chiesa, oggi sede della contrada del Drago.madonna rosa ext dx
La chiesa è in stile barocco rustico e al suo interno ospita l'immagine su tempera della Madonna col Bambino (sec. XVII) che tiene nella mano sinistra una rosa.


 
 
 
 
 
 
 
 
La cappella della Madonna del Partomadonna del Parto 
Lungo la strada che unisce Castelmuzio a Petroio, circa a metà percorsosorge la cappella  dedicata alla Madonna del Parto. Recentemente acquistata dall'Amministrazione Comunale e restaurata mostra al suo interno frammenti di affreschi di scuola
senese, databili intorno al 1400 che ,secondo alcuni, potrebbero essere attribuiti alla scuola di Sano di Pietro.



 



Wednesday the 24th. Joomla 2.5 templates. Fabrizio&Angela per la Proloco di Trequanda